12 marzo 2013

6 (mila) volte grazie

6 anni fa a quest'ora ero stesa sul letto dell'ospedale. La mia pancia aveva dimensioni che mai avrei potuto immaginare e pesavo 150 kg....per gamba.
Attaccato alla pancia con cavi e ventose c'era una macchina che rappresentava con un suono e dei numeri il battito del tuo cuore.
Io guardavo nel vuoto. Non facevo niente e non pensavo a niente (nei limiti).
Il periodo del limbo era già durato davvero troppo: 4 settimane prima di quel momento una zoccola di ostetrica una delle tante che mi avevano visitato mi aveva detto che il parto era "imminente."
Imminente.

Non potevo nè leggere nè parlare, niente. Ero muta e immobile, aspettavo mi inducessero il travaglio, visto che da sè non pareva intenzionato a partire.
Qualsiasi cosa che ponesse fine a quel limbo.
Potendo mi sarei messa anche a piangere, strillare e piagnucolare, ecco.
Ma già qualcosa mi stava dicendo che non l'avrei potuto fare più.
Per cui tacevo. Immobile.

Accanto su una sedia c'era tuo padre, che all'epoca del fatto era ancora solo quel ragazzino di mio marito (che gli hai fatto, non lo so, per farlo diventar quel bell'uomo  che è ora).
Comunque lui leggeva, sulla sedia, un libro. Già stavamo lì da ore e per ancora molte altre ore non c'erano programmi interessanti. Lui leggeva. Chissà che leggevamo 6 anni fa.
Aveva svuotato tutta la valigia e riposto tutto nell'armadietto.
Poi si era mangiato un panino.
Fatto 2 passi.
Altri 2.
Insomma, non ci passava gran chè, ecco. Son quei momenti assurdi della vita.

E poi niente, amore mio, poi c'è la storia, quella che inizia in questa camera di intimo silenzio...

Ad un certo punto quella macchina ha deciso di dirci a gran voce che quello che succedeva nella pancia non andava bene, che il tuo cuore invece di andare "a manetta" come doveva andare, aveva deciso di andare pianissimo, troppo piano.

Son quei momenti che se  ti capitano in sogno ti congelano: gambe pietrificate, non ti esce la voce. In realtà, grazie a dio, la voce ci è uscita forte e chiara per chiamare aiuto e da quel momento è stato terrore puro. T E R R O R E.
Perchè io, sai, te l'avrò già detto mille volte se sei così grande da leggere questo post, io sono una ragioniera e se sono in un'ospedale e non ci capisco niente mi fido dei medici. Loro sanno. E' il loro lavoro, non devo nè rompere le palle, nè preoccuparmi. Sono in buone mani.

Ma se i medici iniziano a correre, le ostetriche iniziano a correre, le infermiere iniziano a correre, tutto il reparto corre e si allarma perchè il mio bambino nella mia pancia sta morendo, allora mi crolla tutto. Mi è crollato tutto.

Sai, nei primi mesi dopo la tua nascita in molti credevano che io facessi fatica a parlare del cesareo perchè ero rimasta delusa del non aver partorito naturalmente.
Non era così, ma in quel momento non potevo parlarne ancora.
Per 2 anni e 5 mesi dopo la tua nascita per decine di volte AL GIORNO rivedevo quel momento di terrore, rivedevo i medici correre, rivedevo il foglio che mi hanno messo in mano da firmare mentre mi infilavano già il catetere. Erano terrorizzati. Loro.
Io piangevo e straparlavo.
E rimanevo marchiata da quell'incubo.

Altro che cesareo. Benedetto sia il cesareo.

Più tu crescevi, nei mesi successivi, più l'angoscia aumentava.
Ogni sera mi coricavo, rivedevo quella scena e ogni sera l'angoscia era un po' maggiore, invece di svanire.
Perchè ogni giorno ti amavo un po' di più e ogni giorno l'idea che stavi per morire era più difficile da tollerare.

Va bhè è durato poco, dopo 30 minuti urlavi, piangevi, io piangevo, i dottori si sono calmati (dall'agitazione ti han fatto anche un taglio in testa).

Solo papà, di sotto, ancora non sapeva. Ma poi ha recuperato il tempo d'angoscia accompagnandoti nel bagnetto, nella prima vestizione e prendendoti in braccio per primo.
Come ti ha già raccontato 167 volte, a tutt'oggi :-) .

Ti racconto questo proprio oggi perchè la vita è così... dopo esser stato il mio incubo quotidiano e notturno per 2 anni e 5 mesi, quando è nata tua sorella è svanito. Poi sono passati altri 3 anni e mezzo e oggi che volevo raccontartelo quasi quasi iniziavo a non ricordarmelo nemmeno più bene.

Te lo volevo anche raccontare perchè poco fa con tuo padre hai iniziato a leggere l'Odissea per bambini sul Kindle.

Inspira.
Espira.

Te lo volevo raccontare perchè oggi compi 6 anni e ce ne rimangono altrettanti (se ci va di lusso) e poi inizierai a darci addosso :-)

Te lo volevo raccontare perchè mi hai chiesto cos'ha fatto Dio quando ha visto che ammazzavano Gesù.
Te lo volevo raccontare perchè non volevi questa sorella, cioè la volevi....... ma non che cantasse così tanto.
Te lo volevo raccontare perchè mi sgridi che lascio gli asciugamani in giro per il bagno quando ci sono appositi appendi-asciugamani attaccati al muro.
Te lo volevo raccontare perchè non vuoi mai i baci di mamma, ma quando alla sera ti riesco a beccare (fra calci e pugni) poi mi dici: "mamma facciamo il replay".
Te lo volevo raccontare perchè mi fai morir dal ridere, ma mi trattengo.
Perchè mi hai chiesto terrorizzato "mamma, ma se andiamo in vacanza in Francia e qualcuno ci dice bonjour noi cosa facciamo?!?!?!!".
E perchè poi mi hai chiesto come si dice "un bel paio di pantaloni marroni" in francese.
Chè, si sa', in villeggiatura preme saperlo.
Te lo volevo raccontare perchè usi tua sorella per chiedere le cose che non si devono chiedere, perchè ti fai grattare la schiena da lei. Perchè rubi le caramelle. Perchè parli per ore, gesticoli, io non capisco niente, e ogni 3 parole mi dici "questo è solo un esempio".

Te lo volevo raccontare perchè ti ho iscritto a scuola (online pure), ho ciacolato fuori dalla scuola con le altre mamme, sono andata alle riunioni. Ti ho anche organizzato una festa, ho invitato a casa i tuoi compagni con i genitori, comprato la coca cola e tutte quelle cose che non avrei fatto mai. Sono diventata grande anch'io.

Te lo volevo raccontare perchè hai ridimensionato il delirio d'onnipotenza del genitore, perchè in 6 anni mi hai fatto capire che tu hai già tutto in te per affrontare e superare difficoltà e limiti e già lo hai fatto abbondantemente. E noi non dobbiamo fare proprio nulla. Noi dobbiamo solo esserci.

E ci siamo.

Ti voglio bene Simone.
Buon compleanno.
mamma


20 dicembre 2012

Ferma l'attimo, finisce il mondo

Se il mondo finisse ora, come previsto, mi beccherebbe al momento giusto.

Di ritorno da una camminata di 8 km mangio un'intera confezione di cuori di carciofo surgelati, saltati in padella mentre facevo la doccia. Del resto me n'è presa una voglia irrefrenabile al sesto km.

Davanti al pc, ovvio. Mangio e chiacchiero.

Accanto a me cuoce una frittata di farina di ceci e porri che taglierò a cubetti e servirò stasera per aperitivo alla mia famiglia.

Dall'altro lato cuoce il pane.

Sul piano accanto al pc ben 3 to do list. Del resto fra pochi giorni è Natale.

Le schede aperte sul browser sono: la posta privata, la posta del lavoro, facebook e la ricetta dei biscotti che fra qualche ora faremo insieme ai bambini, da regalare alle maestre.

E quasi quasi posto. Una volta avevo un blog.

Sono io. Ora.




01 settembre 2012

Del camminare

E' stata un'estate meravigliosa.
Nel senso proprio di "meraviglia".

In due mesi  abbiamo dormito in 5 letti diversi.
Sempre con la valigia aperta quand'eravamo a casa.
Abbiamo visto tutti i colori del mare e la sua distesa disarmante.
E abbiamo visto le montagne, tante quest'anno, caso strano.

Sai, quelle montagne che ti facevano dire "Guarda, che bello". Bello con la "e" larga.
O forse erano addirittura due. Le "e".

Quel bello con la "e" larga che quando non hai più parole per descriverlo (e a me capita subito, ti capisco) puoi sempre aprire e chiudere il pugno con vigore....
...aprire e chiudere il pugno con vigore......
che poi è come dire
"Bello"
"Bello vero"
"Bello concreto"
"Bello profondo"
"Bello importante"
"Bello cruciale in una vita"
Il Bello.

Ed è stato molto bello. Gli amici, con cui camminare è meno fatica, la compagnia, le chiacchiere, la grandezza dei paesaggi. Far vedere ai nostri figli che il mondo è grande, che ci sono auto, navi, treni, che ti portano anche lontano e molto lontano, se hai pazienza. Che ci sono tanti letti che ti accolgono in giro per il mondo, tante esperienze da fare. Due pantaloni, due maglie, il sacco a pelo. Sì andiamo, Sì veniamo anche noi.

Dopo due mesi è stato bello tornare a casa, pensare: ok dai, ora ci fermiamo, riordiniamo la nostra casa abbandonata, disfiamo le valige, ci abbracciamo e stiamo un po' tranquilli. Faremo tesoro del bello e del cammino. Fermiamoci qui nel nostro porto sicuro.

E' durata meno di 24 ore, la nostra sensazione di esserci fermati a casa, con la nostra ricchezza di esperienze.

Poi tu sei morto.

Pare che in questa città tutti abbiamo un'esperienza forte (bella) di te nel loro passato. Molti li ho sentiti dire "mi ha cambiato la vita". Era proprio quello che dicevi tu. E infatti è molto bello.

Però a volte mi sembra di esser la sola per cui tu rappresentavi il presente e il futuro.

Sapevo benissimo che non lo eri.
Basare il proprio futuro su un uomo malato di 78 anni non sarebbe stata una bella idea.
Eri solo il nostro parroco. No?
Sapevo che non eri il nostro futuro. Però lo rappresentavi.

E' così dopo meno di 24 ore da questa sensazione di "fermare il cammino", di ritorno a casa, di porto sicuro......mi è toccato preparare uno zaino con 4 stracci di anima e rimettermi in marcia su un sentiero che non conosco, non volevo e, sinceramente, non credevo.......




Lo vedi tu com'è... bisogna fare e disfare. 
Continuamente e malamente e con amore, battere e levare. 
Stasera guardo questa strada e non lo so dove mi tocca andare. 
Lo vedi, siamo come cani. Senza collare. 
Lo vedi tu com'è... è prendere e lasciare. 
Inutilmente e crudelmente e per amore, battere e levare. 
Ma non lo vedi come passa il tempo? 
Come ci fa cambiare? E noi che siamo come cani. Senza padroni. 
So che tu lo sai perfettamente, come ti devi comportare. 
Abbiamo avuto tempo sufficiente per imparare. 
E poi lo sai che non vuol dire niente dimenticare. 
E tu lo sai che io lo so e quello che non so lo so cantare. 
Lo vedi tu com'è... come si deve fare. 
Precisamente e solamente, battere e levare. 
Vedo cadere questa stella e non so più cosa desiderare. 
Lo vedi, siamo come cani. Di fronte al mare.
(Francesco De Gregori)


30 agosto 2012

"Partirvene non fu fatica perché la morte vi fu amica" (cit)


Esame:
MORTE 1

L'interrogato risponda:

ma quando uno muore perde i vestiti?

ma mi sembra troppo corta la bara, c'è tutto dentro?

ma poi dopo che uno è morto cosa può fare?

ma anche il corpo poi, finita la messa, va in cielo?

ma poi, dopo che è morto, piange?

ma dorme?

ma come "non c'è più".......è li!!!!!!!!!

ma chi glieli porta i fiori a Don V. come fa la nonna per il nonno bis?

ma perchè piangi?


Bambini, ora per un po' si piange per la tristezza di non averlo più qui. Poi, fra qualche tempo, inizieremo a ricordarci tutto di lui e a sentirlo sempre più vicino. Sarà nei nostri cuori.

.
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Ma non ci ttttà!

17 agosto 2012

3 (Tle)

Cara Irene,
quando ho saputo di avere in pancia una femmina ero terrorizzata.
Pensavo tutte queste cose qui.
E pure altre, mi sa.

Ora nel post del tuo terzo compleanno ci starebbe bene che ti dicessi che non è stato così e che è tutto fantastico. Peace and love.

Tutte le cose che temevo nel partorire una femmina si sono manifestate e si sono manifestate incredibilmente PRESTO!

Sei così totalmente BELLA e DECISA e FORTE e DOLCISSIMA e......

Sei l'incarnazione minuscola di una donna. Tutte le emozioni e i desideri e i dispiaceri in te sono cento volte più intensi, più devastanti, più dirompenti.
E starti vicino non è sempre semplice.
E' complesso, è impegnativo.

E' così, tata.
Siamo nate così, abbiamo un fardello in più che ci portiamo dietro. E dentro.

Ho imparato più cose di me stessa e delle donne osservando te bambina per 3 anni che in 32 anni precedenti.
E' così.
E' tutto più difficile perchè è tutto più bello, profondo e intenso.

Tu, poi, sei speciale. Te lo dico sempre e anche tu ora lo sai e inizi a dirtelo da sola :-)

Sei bellissima tata, sai amare, donare, abbracciare, ridere, gioire e soffrire in un modo così speciale che tu, davvero, finalmente!, riesci a lasciarmi senza parole, senza categorie mentali per definirti.
E questa è una grande fortuna. Per te.

Bello.
Sarà bello, tata.
E' già bello.

E' tutto da scrivere, tutto da vedere, tutto da lottare, sbattere e soffrire, rialzarsi e gioire. Cadere, di nuovo. Ridere ancora.

Io non ho assolutamente niente da insegnarti perchè tu hai già tutto in te per essere una donna meravigliosa. Tutto, credimi.

E' la strada che è lunga.
E io sarò lì.

Buon compleanno piccola mia.
Ti voglio bene
mamma