Non si può nascondere che anche il temuto inserimento al secondo giro sia una passeggiata rispetto alla prima volta.
Se poi ci arrivi, come me, dopo 3 anni in cui le riflessioni su maternità, lavoro, scelte, figli, identità di madre e quant’altro sul tema hanno tenuto banco quotidianamente occupando circa il 90% della tua CPU e con un bagaglio di condivisioni fra mamme che credo ormai abbia raggiunto un numero a 3 cifre, vai con una sicurezza che………avresti pagato per comprarne un millesimo due anni e mezzo fa!
Senza contare l’aver scelto con cura e consapevolezza il posto giusto per NOI, dove a guardarti intorno a tratti ti pare siano più le maestre dei bambini (anche se poi sul conto in banca pare siano più le uscite che le entrate).
Ciò nonostante ho sviluppato un’empatia verso le madri che ho sofferto comunque l’inserimento altrui.
La mamma che entra sicura ed esce tenendosi allo stipite dicendo “è lei, che piange.”
“ma no, piangono tutti, vieni che ti offro un caffè. Facciamo due passi?”
E chissà come inizia a parlarti della sua famiglia, dove vivono, cosa fanno e pare giustificarsi con te dell’aver scelto di mandare la bambina al nido.
E il primo quarto d’ora è passato.
E poi mezz’ora, si attacca alla porta e dice “forse dovremmo andare più piano, fare di nuovo solo un quarto d’ora”
“ma no, dobbiamo fare il diario del primo anno delle nostre bimbe, tiè piglia ste forbici, la colla e i pennarelli che c’inventiamo qualcosa”.
E poi la prova del moccolo.
Ecco, se non si può regalare, né vendere, né prestare la consapevolezza che solo l’esserci già passato può darti, mi piacerebbe però aiutare qualcuna che passa di qua a superare indenne la prova del moccolo.
Esercizio:Avete avuto un figlio o state per averlo e pensate di portarlo al nido? Ok.
Avete valutato tutte le possibilità: licenziarsi (bella cazzata), la baby sitter (troppi soldi e poi “i bambini devono stare con i bambini” altra bella cazzata che al momento buono non aiuta), i nonni (non ci sono, non possono, non vogliono, non vi va).
Ok, vada per il nido. Cosa vi immaginate?
Vi immagine vostro figlio sorridente, o al massimo serio, in mezzo ad altri bambini. Vero.
Avete pensato che questi bambini possono spaventarlo, farlo piangere, turbarlo, fargli male? Se sì, siete già più avanti di me a suo tempo
L’avete fatta la prova del pianto?
Cioè immaginatevi vostro figlio che piange al nido. Cosa vedete?
La maestra che accorre se, per sbaglio, non era già lì. Giusto?
Invece dovete valutare che la/le maestra/e ha/hanno altro da fare, solo 2 mani, e potrebbe/ro essere a cambiare uno o a lavare l’altro o a intrattenerne un terzo.
O più semplicemente le maestre potrebbero provare a vedere se smette da solo, perché se dovessero correre immediatamente al pianto di ciascuno non farebbero altro e finirebbero la giornata con la labirintite.
(E non credo di parlare di un lager neonazista ma della realtà normale di ogni giorno, comunque mi sta bene essere smentita da una maestra di nido).
Ok? Quindi?
Vostro figlio potrebbe piangere per un pochino (dato soggettivo) da solo.
Come va? Ce la fate?
Io ci ho messo un bel po’ ad accettarlo, eppure che mi aspettavo? Non lo so, non avevo valutato. Non avevo fatto l’esercizio.
Ora veniamo alla prova moccolo.Questa per me è stata molto più semplice della precedente perché non sono una perfettina in nulla, nemmeno nei confronti del moccolo al naso.
Ma so per certo e per prova provata che per qualcuno è stato uno scoglio insuperabile e per altre un duro rospo da mandar giù.
Ebbene sì, come per il pianto, i bambini si possono tenere il moccolo anche per un po’.
Storia di ieri: io e un’altra mamma, apparentemente la più easy di tutte, camicione fucsia su jeans scoloriti, calzettoni in tinta, una bella mamma alternativa.
Eravamo sedute in disparte, come si conviene a due mamme easy, è passata una bimba già inserita con due candeloni di moccolo che le toccavano il labbro inferiore. Ci sarà voluto il suo tempo ad arrivare a cotanto traguardo, la mamma fucsia l’ha guardata e ha detto “ma, deve soffiarsi il naso!” la maestra più vicina era lontanissima, impegnata con i bambini da inserire (i nostri, appunto), un’altra era in bagno a cambiare un pannolino, un’altra con i lattanti, un’altra raccoglieva palloni.
E’ stata un’escalation che le si leggeva senza ombra di dubbio nell’avvincendarsi dei colori sulle guance:
prima bianco noooononmidireche,
poi verde oravomito
e poi rosso piantoinarrivo
“e quindi a mio figlio pure non puliranno il moccolo?”.
Certo, glielo puliranno. Quando se ne accorgeranno e se non ne avranno già due in braccio.
Ok? Superata la prova moccolo?
E sarà sempre sempre sempre sempre un fazzoletto pulito???




11 commenti:
ma si ma si, le maniche delle felpette allora che ci stanno a fare?
Supermambanana, ah, ecco dove hanno imparato a usare le maniche lunghe!
My, concordo con te. Anch'io ho sviluppato un'empatia per tutte le mamme che inseriscono i loro pupi al nido. Non so cosa mi scrivevi, ma ricordo perfettamente di un tuo commento ad un mio post dello scorso anno, in piena fase inserimento...
Cmq 'sta prova moccolo è davvero massacrante, se sei un tantino igienista (non è il mio caso) ti viene l'orticaria! :)
P.S. L'altra sera ho letto ma non ho commentato: la tua ode al part time è semplicemente geniale!
oddio al fazzoletto sporco NON ci avevo pensato???!!!!! pppuah!
anche perché diciamocelo: la distribuzione democratica di virus e batteri come potrebbe avvenire se si usassero fazzoletti puliti?
le maniche e le mani dopo il primo anno di asilo sono un must. Al terzo ormai va a prendersi la carta igienica in bagno da sola. :)
Bellissimo questo post! Dovrebbe essere letto da tutte le mamme e i papà alle prese con l'inserimento. Io la prova del moccolo l'ho superata benissimo, infatti mi sa che all'asilo glielo puliscono più spesso di me a casa :)
io penso seriamente che tu sia un genio. In tutta onestà un post così lo puo' partorire (scusa il termine) solo una come te. E leggere i tuoi post un venerdì di stanchezza cosmica non puo' che rallegrare la serata...
davvero geniale. ma detta così...forse la tengo a casa!!!
mi fai morire.
sai che io mi ricordo ancora quando hai scritto un post dopo la nascita di irene in cui dicevi: "io questa volta VOGLIO GODERE?!?
infatti stai godendo, no???
paola
No, non avevo fatto neanche io l'esercizio.
No, non avevo pensato che potesse piangere.
No, neanche io avevo pensato a nulla, niente, nada de nada, consapevolezza pari a zero e inserimento al nido al cardiopalma.
Però... però SI' avevo pensato al moccolo: visto che da me non si faceva minimamente pulire, con un qual certo sadismo immaginavo le povere maestre che lottavano per cercare di pulirgli la candela. Inutile: da LORO si faceva pulire senza fiatare.
Topolo 100 - mammozza 0
Ciao
ahahah my non ho idea di come reagirò, ma una cosa è certa: credo nel potere degli anticorpi ;)
poi, se avrò fortuna di poter inserire la piccoletta al nido prima dei 15 anni (qua le cose funzionano un po' diversamente dall'Italia), ti farò sapere ;)
cubo
eheeheh carino il tuo racconto... se ti va passa a leggere il mio,
baci
Giulia
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