06 agosto 2011

Come sopravvivere alla Baby Dance in 5 semplici mosse

Ordunque.


Se siete di quelli che in vacanza, la sera, si agghindano di tutto punto per lo struscio, la serata danzante o simili, massimo rispetto.

Noi qui si evita tutto ciò come la peste bubbonica.

Appena possibile si abbattono le creature, si tira fuori il mirto, l’ichnusa, i libri (ho finito il 3 in 8 giorni), il pc e qualche spuntino di mezzanotte. Qui, nel confortevole dehor del nostro bungalow di pietra, sotto un pergolato di canne e in mezzo ad un bel giardino.

De gustibus, eccetera eccetera.

Epperò abbiamo un’unica regola inderogabile per l’educazione dei nostri figli: nessun talebanismo, chè portano solo risultati opposti a quelli sperati.
Mediazione culturale sempre e ovunque. Compromessi.


E una sobria testimonianza di un’alternativa possibile.



Ahahahhahaha ho bevuto troppo mirto.

Comunque questo è.

Ecco perché ogni sera di questa parecchio fica vacanza ci ritroviamo alla terribile “Baby dance”
(bhè, ogni sera, ehm, proprio no……ieri sera ho giocato il jolly “Topo, io non vengo alla baby dance stasera” “Perché????” “Perché non mi piace e mi annoio a morte”. Non ci crederete: è ancora vivo e non sembra tanto più turbato di prima).

La Baby Dance è una pratica abietta per la quale ogni sera genitori e bambini si ritrovano ad ascoltare le stesse medesime canzoni idiote nello stesso medesimo ordine con gli stessi medesimi bambini che fanno gli stessi medesimi gesti e gli stessi medesimi altri bambini che non li vogliono fare e i di loro genitori sperticati nelle più terribili gesta per convincerli. Più o meno è così.

E’ una cosa meravigliosa, infatti.

Siamo partiti con le migliori intenzioni di mediazione culturale, ma non c’è verso.
Dopo 8 giorni ci è chiaro, tanto per cambiare, che non ci possiamo integrare.
Dobbiamo sopravvivere.

Ecco di seguito alcuni dei nostri metodi per sopravvivere a questa mezz’oretta quotidiana:

1) Statistica stilistica.

Siamo in un campeggio e mi colpisce molto come donne che gestiscono tutto il giorno gli spazi angusti di una roulotte, condividono docce e cessi e vanno a lavare i panni al fiume, la sera si trasformino in femmes fatales e tirino fuori abiti e “allestimenti” vari, a decine.
Anche perché io scelgo questa vacanza giustappunto per stare sempre in costume.
E allora ho sfruttato il proficuo tempo della baby dance per una statistica.

Ne ho puntata una a caso e le ho contato le scarpe.

Io ho in valigia: 1 paio di ciabatte da spiaggia/ doccia/piscina, 1 paio di sandali birkenstock e 1 paio di scarpe da ginnastica chiuse (del 2000 ndb) perché in traghetto secondo il my-pensiero si va solo con le scarpe chiuse (chiedetemi perché*). E basta. Per 20 giorni.

Questa qui in 7 sere ha sfoggiato 6 paia di scarpe diverse (per 2 sere ha portato le stesse. Barbona).
Senza saperne nulla di cosa sfoggi in roulotte, in spiaggia o, peggio, sul traghetto.

Interessante no?
2) Indagine psico-sociologica (1)

Attenta analisi dei genitori di figlio unico o primo figlio.

L’argomento ci sta a cuore in quanto noi entrambi figli unici.
A voi tutti adorati lettori lo consigliamo come attività altamente educativa. Se prevedete di figliare o se avete già figliato per una volta, ecco vi consigliamo quest’attività ludico-didattica per le vostre serate danzanti perché altamente arricchente.


E poi fatene un altro, per pietà.


3) Indagine psico-sociologica (2)

Ieri, in spiaggia:

My: “Chi ha pescato questi pesciolini?” (e siamo in area protetta ma va bbhè)

“Io!”

My: “Bravissimo”

“BravissimA”



Stasera, al bar:

Papi: “Topo, chiedi a questo bimbo se gioca con noi a calcetto”

Topo: “Vuoi giocare???, come ti chiami?”

“Ginevra”


Ooookeeeey, obiettivo della Baby Dance di stasera: individuare la mamma di queste due maschiette e analizzarla nel dettaglio.


4) Il gioco dei sosia

Questo è un grande classico, o almeno lo è a casa mia.
Il Papi è una macchina di sosiologia, trova somiglianze fantastiche in chiunque.
Alla bisogna, se volete giocare, ve lo affitto.

Ha solo un’anomalia: tutti quelli che parlano romano, per lui, assomigliano a Mastandrea.

Va bbhè, se si verifica l’anomalia anche con voi me lo riprendo indietro e non ve lo faccio pagare.


5) L’alcool.

Sentite questa: l’anno scorso eravamo già qui in questo campeggio e abbiamo conosciuto “la rifatta”. Della rifatta ci sono due cose importanti da menzionare: la prima è che le tette rifatte (bellissime, piacciono pure a me) le fanno difetto. Poraccia.
Anche lei come noi mortali ha due figli e quando si china, si piega, si stende, si contorce per aiutare loro in spiaggia……la parte “naturale” della tetta si china, si piega, si stende e si contorce, mentre di sotto se ne sta immobile un cuscinetto. E’ una vista terribile.
La seconda è il dialogo surreale e meraviglioso avvenuto la scorsa estate in spiaggia, quando la classica famiglia tedesca perfetta, bellissimi, ordinatissimi, educatissimi e precisissimi, a fine vacanza le si è avvicinata e le ha chiesto: “scusa, quelle non sono vere, giusto?”.

Memorabile.

La rifatta passa in questo campeggio 3 mesi d’estate con la madre e i bambini.

E comunque la rifatta non era proprio in pole position per diventare la mia migliore amica, fino a che ieri non l’ho sentita dire chiaramente: “la sera? Io prima di salire alla baby dance mi bevo un bicchiere pieno di mirto, così, alla goccia. Perché se salgo sobria e capisco che quella è davvero la mia realtà per 3 mesi mi vien la depressione. Invece con il mirto, vedrai (diceva ad un’altra mamma), tutto è più bello”.

Standing ovation.







E poi, solitamente verso fine delle danze, ci chiediamo perché i nostri figli non vadano mai a ballare ma stiano felicemente seduti a guardarsi intorno.

Chissà.



Poi, dal nostro bungalow, la musica della serata si sente benissimo, e noi balliamo da dio.










*ma va la’ che se aspetto che qualcuno me lo chieda…. qui siete tutti morti e sepolti, come il blog peraltro. Ma avete mai preso un traghetto tipo per la Sardegna? Per prima cosa l’aria condizionata è a palla e se non volete iniziare le vacanze con i geloni ai piedi come le suore francescane la scarpa chiusa ci sta. Poi i traghetti son pieni di scale, l’auto è sotto terra (ops, sotto il mare) e il bar è all’ottavo piano, per capirci. Le scale sono colme di gente. Voi credete che ci sia ressa per raggiungere il park o per il croissant del mattino. Sbagliato! Son tutti fermi in attesa che la tedesca di turno recuperi l’infradito che le è caduto 40 scalini sotto. Scar-pe chiu-se!!! E in ultimo, ma anche no, mai capitata la traversata movimentata? Quando quella bella moquette è tutta tempestata di vomito internazionale? Vi ho convinti? Scar-pe chiu-se.



E ora, 23.45, l’animazione propone “Generale”….tutti insieme “la la la laaaaaaaaaaaaaaaaaa la la la laaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa la la la laaaaaaaaaaa la la”.
Io ho finito le patatine, e anche il mirto.

8 commenti:

Francesca ha detto...

ahaahh! quest'anno anche per noi vacanze in bungalow e bambino grande per la prima volta in età da baby dance... peccato che non posso bere perchè allatto la sorellina... aiuuttooooo!!!!

Raffa ha detto...

Ahahahah!! Fantastica My! Non ce lo siamo detto, ma anche noi eravamo muniti di boccia di mirto e libri per sopravvivere al post baby dance... E come avrai visto non ce la siamo scampata una sola volta! Ore 21:30 "mangio la bistecca dello zio Carmeloooooo, così divento grande proprio in un baleno!!" :-D

Anonimo ha detto...

ecco sì, mi pareva DI intuire dagli alcolici che trattasi di sardegna...confermo il freddo sui traghetti, noi una volta abbiamo tirato giù le tende per coprirci. Dalle scarpe tolgo le ciabatte da spiaggia, ché anche lì uso le Birkensotck (che poi sono delle roadstar) e aggiungo un sandalo infradito bellino e basso basso, poi siamo più o meno pari...

torta

My ha detto...

@francesca: ma la tetta è la scusa per eccellenza per saltare la baby dance! l'anno scorso che irene era ancora tettadipendente le ho tagliate quasi tutte!

@raffa: tu sei la testimone oculare della mia sciattaggine: tu venivi da una giornata in giro per tutte le migliori spiagge della sardegna ed eri piazzata meglio di me che ero praticamente a casa e appena docciata!
ma, ora che ci penso, che figata è stata beccarsi in sardegna!!!

@torta: mi permetto di dissentire: non mi puoi stare in spiagggia all day con la birkenstock, poi entrare in bungalow e portarci la sabbia, poi docciarti (e lavarle) e girare per il bungalow con il sandalo bagnato. no no no. non si fa. Ciabatta per la spiaggia, sandalo per l'interno (e per le uscite). Credimi. ;-)

tortadimele ha detto...

ahah infatti non sono in bungalow!

Anonimo ha detto...

a me il mirto sa di cosa leggera: meglio una sana bottiglia di STREGA ghiacciata!!!
noi inesperti genitori di mocciosa di quasi 2 anni e privi di vacanze lunghe, per motivi bislacchi che non ti spiego, ci siamo fatti addirittura 2 giorni di mare e 3 di girin girelli, soli noi tre, quindi liberi da tutto e tutti.
Spero di seguire presto il tuo consiglio-minaccia di fare un secondo figlio!
cubo

worldwidemom ha detto...

hahaha, ti giuro sono morta dal ridere. Mi sei mancata da morire My, te lo giuro.
La rifatta che si fa il mirto alla goccia è fantastica. Io mi facevo il "cicchetto" prima del giro alle giostre...ci voleva.

M di MS ha detto...

Mi spiace aver letto solo oggi questo post. Fantastico!
Parlo con cognizione di causa per due motivi: vacanze in montagna così pallose che la baby dance diventava addirittura un MUST per fare qualcosa con i figli (ti ho detto tutto); vedo sorprendenti analogie nel nostro modo di pensare e sfrucugliare.